sabato 5 aprile 2008

Teatro, Rassegna Salento Negroamaro 2008

giovedì 29 e venerdì 30 maggio (MONOLOGOS)
giovedì 29 e venerdì 30 maggioGalatinaMONOLOGS (Cile) Il progetto Monologs di Pedro Sepulveda Cruz Coke è un intervento nello spazio urbano, proposto dalla Compagnia Teatrale La Desgracia Ajena (LDA). Un dispositivo nel quale rientrano opere teatrali (monologhi) e audiovisivi (video). Viene installato in spazi pubblici, chiusi o aperti, che rappresentano punti nevralgici della città (piazze, parchi, biblioteche, stazioni della metropolitana o del treno, strade, etc.) Questo intervento totalmente gratuito è pensato come un “regalo” alla città, dopo la constatazione di un gruppo di artisti sulla mancanza di spazio nei luoghi ufficialmente deputati all’espressione artistica, sia individuale che di gruppo. Questa percezione si è trasformata in una proposta di intervento sullo spazio urbano, che si concretizza con un dispositivo scenico che accoglie un incontro fra gli attori e la gente comune che popola gli spazi pubblici. Per questo il Gruppo Monologos ha creato un tracciato che riunisce artisti di ogni genere, che trattano diverse tematiche, e che a sua volta stabilisce un contatto con lo spazio occupato dal dispositivo scenico, che invita le persone ad assumere attivamente il loro ruolo di passanti.La molteplicità di fonti di alimentazione è alla base del progetto, e ha come conseguenza la diversità di linguaggi che genera un dialogo trasversale fra gli artisti, il pubblico e la città. La principale missione del Gruppo Monologos è la creazione di una rete di relazioni composta da artisti Artisti (rete globale di videomakers, registi teatrali e gruppo MONOLOGS), spazio e pubblico. Il gruppo MONOLOGS è un gruppo interdisciplinare nel quale ogni partecipante lavora alla ricerca audiovisiva e teatrale sviluppata apportando le conoscenze della propria specializzazione. Il Gruppo studia la città che visita e costruisce uno spazio documentale; questo materiale visivo viene man mano aggiornato e modificato. Parlano della città e della sua storia, delle persone che la popolano e della loro diversità. In ogni rappresentazione esiste uno spazio audiovisivo che mostra il backstage del processo di creazione, con i componenti della compagnia nel mezzo del processo di allestimento, le prove, gli aneddoti e le impressioni della compagnia. C’è inoltre spazio per animazione, video clip, teatro delle ombre, stop motion etc.Il gruppo MONOLOGS dipende dal criterio con cui viene stabilita la linea stilistica del contenuto mostrato all’interno del dispositivo. Riceve, ricicla e progetta proposte visive contemporanee attraverso un dispositivo scenico, mettendole in relazione con lo spazio in cui vengono presentate.Il funzionamento di MONOLOGS si basa sull’utilizzo di un dispositivo scenico, LA CASSA, che è in grado di produrre se stesso attraverso la proiezione di immagini e l’interpretazione di monologhi, funzionando come un organismo autonomo produttore di informazione originale di diverso tipo.Il dispositivo scenico, LA CASSA, data la sua natura ispirata a diversi mezzi attuali di decodifica di informazioni (schermi, palcoscenici, computer, foto), ha la particolare caratteristica di acquisire un’identità che muta in relazione ai diversi tipi di espressione che racchiude. Per esempio, per i monologhi adotta la visione scenografica del regista, per i video ricopre il ruolo di trasmettitore di immagini e, dall’altro lato, conferisce un’identità generale al progetto, essendo LA CASSA anche un punto di incontro di tutti i fattori in gioco.Il contenuto del progetto di Salento Negroamaro è composto da cinque monologhi inediti scritti da Luis Mario Moncada (México), Ximena Escalante (México), Matías Feldman (Argentina), Benjamín Galemiri (Cile), diretti da Pedro Sepúlveda e messi in scena da María José Siebald, Juan Pérez e Pedro Sepúlveda.Saranno coinvolti inoltre i videoartisti Bridget Baker (Sud Africa), Antonio Ortuño (Spagna), Ackermann Yves (Svizzera), Halina Kliem (Germania), Ana A. Fernandez (Spagna), Darko Stojkov (Serbia), Merilyn Fairskye (Australia), Dan Halter (Sud Africa), Vladimir Mitrev (Germania), Marcelo Galindo (Argentina), Josefina González (Cile), Shahram Entekhabi (Iran), Esteban Vivaldi Vera (Italia), Elmar Vestner (Germania), Nicolás Oyarce (Cile), Oliver Laric (Turchia).



mercoledì 11 e giovedì 12 giugno (TEATROCINEMA)
mercoledì 11 e giovedì 12 giugno 2008Galatina TEATROCINEMA (Cile)Sin Sangre (seconda presentazione in Italia) della Compagnia cilena Teatrocinema è nato da Senza Sangue di Alessandro Baricco. Lo spettacolo ha dato avvio ad un nuovo modo di fare teatro, incorporando punti di vista e metodi cinematografici all’interno della messa in scena, che sono volti a sorprendere, meravigliare, emozionare e che vogliono far riflettere sul senso stesso della vita e del passare del tempo. La sfida estetica è quella di creare una fusione tra realtà virtuale e realtà reale, sul sottile filo di frontiera che si pone tra il teatro ed il cinema.La Compagnia La Troppa, nome dato originariamente a questo ensemble cileno, è stata fondata nel 1987 da un gruppo di artisti che si proponevano di esprimere tramite il linguaggio teatrale, la voglia di resistere nonostante le grosse incertezze che la società cilena gli poneva duramente di fronte proponendogli un orizzonte in decadimento.La Compagnia si è mossa con passo deciso nei luoghi inospitali, nel vuoto culturale, spinti dal forte desiderio di ricercare un nuovo linguaggio che potesse raccontare storie migliori. Con questo spirito di rottura, ha realizzato pezzi unici, opere teatrali significative, come Salmòn Vudù, Lobo, Viaje al Centro de la Tierra, Pinocchio, Jesùs Betz, Betz e Gemelos, apprezzate e portate in tournée in tutto il mondo. Con grande spirito di autocoscienza, i componenti della Compagnia hanno infine giudicato tale lungo e faticoso lavoro arrivato ad una naturale conclusione e per questo motivo, nel 2006 hanno dato avvio alla nuova avventura che prende il nome di Teatrocinema, che coinvolge un gruppo di artisti provenienti da diverse discipline creative, uniti dalla ricerca costante di bellezza, poesia, narrazione e musicalità ed animati dal forte desiderio di contribuire ad uno sviluppo teatrale ed artistico che incoraggi anche gli altri a lavorare creativamente. L’obiettivo principale è quello di fondere (con-fondere) i linguaggi del teatro e del cinema, creando l’illusione di un viaggio attraverso il tempo e lo spazio. Il teatro della compagnia Teatrocinema, è stato seguito da migliaia di spettatori in Cile, Europa, America e Asia ed ha collaborato in partnership con Compagnie, Festivals e Centri teatrali in Francia, Spagna, Belgio, Argentina ed altri paesi europei.



dal 13 al 18 giugno (VICENTE RUIZ – HECTOR NOGUERA)
dal 13 al 17 giugnoMasseria Torcito – Cannolemercoledì 18 giugnoGalatinaVICENTE RUIZ – HECTOR NOGUERA (Cile)
Noto coreografo e regista teatrale, Ruiz ha introdotto e sviluppato il teatro di ricerca in Cile, realizzando coreografie sperimentali, basate sulla tecnica Graham e su quella Butoh combinate ad una visione estremamente personale del movimento. Realizza performances dal forte impatto pubblico incentrate sul tema dei diritti umani, la libertà di espressione, l’abolizione della censura, che sono diventati oggetto di studio e riferimento per la storia della danza, del teatro e della performance in Cile.Ruiz, che dirige attualmente la Facoltà di danza nella Universidad Mayor a Santiago del Cile, da diversi anni porta avanti un lavoro di recupero, insegnamento e diffusione delle lingue indigene, in particolare il mapudungun, del popolo cileno mapuche, grazie anche al sostegno di importanti Istituzioni Chilene e Internazionali.In collaborazione con altri studiosi, è attualmente impegnato ad ultimare un testo di ricerca sul metodo "del tiempo real ", da lui applicato nella danza. In occasione di Negroamaro presenterà la coproduzione “Nijinky o una mente asesinada” realizzata con il noto attore e registra teatrale, nonché figura chiave delle serie televisive cilene, Hector Noguera, che ha ricevuto durante la sua lunga carriera importanti riconoscimenti come figura fra le più rilevanti del teatro latino-americano.Spettacolo Nijinky o la mente assassinataNijinky o la mente assassinata è un’opera prodotta dal talento e dall’esperienza dell’attore Héctor Noguera che interpreta il danzatore russo Vaslav Nijinsky (1890-1950) diretto genialmente da Vicente Ruiz. Una libera interpretazione della vita del danzatore russo considerato il dio della danza. Vaslav Nijinsky ballerino russo che probabilmente nacque nel 1890 e che morì in 1950 è considerato il padre della danza moderna. L’artista emerse per il suo virtuosismo impressionante e per le sue avanguardiste creazioni, come La consacrazione della primavera e Il pisolino di un fauno .Amante di Diaguilev, mecenate del balletto russo, Nijinsky sviluppò una schizofrenia che lo condannò, quando aveva poco più di 30 anni, a vivere rinchiuso in diversi ospedali psichiatrici L’operaLo spettacolo è in sé una perfomance che mostra il processo creativo del ballerino che sviluppò coreografie per opere di importanti musicisti come Stravinsky e Debussy. Un ballerino, Nijinsky, è isolato dal mondo, chiuso nella stanza di una clinica psichiatrica. In questo luogo, ormai vecchio, vede volteggiare una alla volta, dentro la sua mente, le persone più importanti della sua vita in una coreografia tragica che libera le sue proprie idee della danza, ballata su un discorso di incoerenze, vedendo arrivare inevitabilmente la catastrofe di un uomo che non può imporre limiti di razionalità alla sua pazzia. Un’esperienza di teatro-danza che evidenzia la sottile linea di confine tra tangibile e intangibile, effimero e immortale, virtuale e reale. In un scenario quasi vuoto, Noguera sfida il freddo regnante. Respira profondo e si prepara per una prova difficile: per 50 minuti non smetterà di ballare né di recitare i testi scritti da Vicente Ruiz, tratti da diario di vita del ballerino.



sabato 5 e domenica 6 luglio (CHIARA MARTINOLI - ELVIO ASSUNCAO)
sabato 5 e domenica 6 luglioGalatinaCHIARA MARTINOLI - ELVIO ASSUNCAO (Italia – Brasile)
I due danzatori, coreografi, ricercatori, Elvio Assuncao, brasiliano, Chiara Martinoli, italiana, propongono per Salento Negroamaro lo spettacolo Uomini e dei, messo in scena in prima mondiale, e la conferenza “Forze invisibili in Movimento - il ruolo del corpo e della danza nei rituali animisti di origine africana nel Sud America”
Uomini e Dei è uno spettacolo sui principi fondamentali del Candomblè brasiliano. Le forze invisibili della natura prendono forma in corpi che danzano, corpi che si trasformano, corpi capaci di plasmare lo spazio intorno ad essi, corpi di uomini che danzano il divino. Un uomo e una donna, principio maschile e femminile racchiusi in entrambi i danzatori. L'uomo iniziato ad un Dio femminile, la donna figlia di un Dio guerriero. Ogni cosa ha una duplice forma, la realtà non è mai quella che sembra, l'ambiguità della energia in perenne movimento è bilanciata dalla ricerca di equilibrio, di consapevolezza. Lo spettacolo crea la vera atmosfera di un rituale di candomblè e svela al pubblico l'esperienza umana dietro al cammino iniziatico: non è per tanto una ricostruzione a schema folklorico -turistico. Elvio Assuncao e Chiara Martinoli da anni portano in scena la loro esperienza mistica e religiosa, attenti a non cadere in clichè esotici, ma esaltando nei loro lavori, sia il lato interiore e epifanico del candomble, sia il suo aspetto artistico, legato alle danze, i canti e le percussioni.
Forze invisibili in Movimento - il ruolo del corpo e della danza nei rituali animisti di origine africana nel Sud America è una introduzione alla cosmogonia africana e al concetto di forza ed energia nelle culture “nere”. L'uomo come manipolatore delle forze dell'universo, il concetto di equilibrio dinamico. Presentazione di alcune religioni animiste ed i loro principi base: il segreto, le maschere, il culto degli ancestri, il Pantheon Yoruba, il Pantheon Nago. Brevi cenni storici sulla tratta schiavista e il conseguente approdo di queste religioni nel territorio Latino Americano. Confronto tra la relazione che esiste tra il corpo interprete (danzatore-cantante-attore) e il corpo dell'iniziato ai rituali afro nell'America Latina. Spiegazione del concetto di corpo dilatato, per primo citato dall'antropologo Eugenio Barba e successivamente esplorato dalla stessa Helenita. Riappare il concetto di energia o forza applicata ad un corpo in forma di movimento, corpo danzante, ma anche corpo, dominio del Dio, degli Orixas quando entrano in forma di energia nel corpo di un iniziato, abitandolo. Corpo di danzatore, corpo di iniziato vivono un processo simile, quello di farsi invadere, passare attraverso, abitare da forze altre che da se stesso. Corpo che si dilata, che trascende. Si concluderà provando la tesi di quanto questa visione del mondo e del proprio corpo come ricettore delle forze dell'universo, influenzi il comportamento culturale della società latino americana.
Cantieri Koreja - LecceTEATRO DE LOS ANDES (Bolivia)Il Teatro de Los Andes è diretto dal grande regista contemporaneo Cèsar Brie, autore di numerosi spettacoli dalla riconosciuta valenza e dal forte impatto emotivo. Nato nel 1954 a Buenos Aires, raggiunge per la prima volta l’Italia all’età di 18 anni, al seguito del collettivo teatrale argentino de la “Comuna Baires”. Nel 1974 è costretto a fuggire dal suo paese a causa dell’instaurarsi della dittatura militare e sceglie Milano dove nel frattempo si è insediata la Comuna per proseguire il suo lavoro. La lascia l’anno dopo e lavora nei centri sociali milanesi fondando il Collettivo Teatrale Tupac Amaru. Nel 1980, dopo l’incontro con l’Odin Teatret, si trasferisce in Danimarca: vivrà a Holstebro per nove anni, lavorando con il Gruppo Farfa fondato da Iben Nagel Rasmussen. Assieme realizzeranno diversi spettacoli, tra cui “Matrimonio con Dio” (1984), dedicato alla figura di Vaclav Nijinskij, e “Il paese di Nod” (nel 1986, anno che segna lo scioglimento del Gruppo). Alla fine degli anni Ottanta, dopo un breve passaggio in Italia, dove con Naíra Gonzales realizza un insolito “Romeo e Giulietta” (1991), si stabilisce in Bolivia, a Yotala, vicino a Sucre, dove nel 1991 fonda il Teatro de los Andes, con il quale realizza tra l’altro “Colón” (1992), “Solo gli ingenui muoiono d’amore” (1993), “Ubu in Bolivia” (1994), “I sandali del tempo” (1995), “Iliade” (2000). Tra gli ultimi lavori, ricordiamo “Dentro un sole giallo” (2004), ispirato al terremoto che ha sconvolto la Bolivia nel 1998, e “Il cielo degli altri” (2004), riflessione sul fenomeno dell’immigrazione. Da anni porta avanti un rapporto costante e molto stretto con l’Italia soprattutto attraverso la realizzazione di workshops che ne hanno diffuso la poetica e il metodo teatrale. “Otra Vez Marcelo” e “Fragile” sono due recenti lavori che l’hanno portato ad essere conosciuto e apprezzato anche in Italia, due spettacoli che di certo non possono lasciare indifferenti e che hanno la capacità di fare riflettere grazie ad una finezza poetica e drammaturgica e ad una scenografia essenziale ma sempre molto efficace. Nonostante le numerose presenze all’estero, è però molto legato alla sua terra d’origine e persegue la volontà di portare avanti un discorso teatrale in una società come quella boliviana in cui “non si spende un solo centesimo per fare della cultura” e dove grande è l’esigenza di parlare alla gente, di confrontarsi sulle grandi problematiche sociali: “la società irrompe in casa nostra e per questo non possiamo ignorarla in quanto artisti”.

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