sabato 5 aprile 2008

Arte, Rassegna Salento Negroamaro

Arte e Allestimenti

dal 23 aprile al 30 settembreOtranto, Alessano, Lecce
ARTE E ALLESTIMENTILa rassegna delle culture migranti ospita le mostre “Territorios”, “La guerra in corpo” del fotografo Francesco Zizola, “La Patagonia di Bruce Chatwin”, “J. L. Borges attraverso le immagini” e “Pablo Neruda, passi in Italia”L’ottava edizione del Festival Salento Negroamaro, Rassegna delle Culture Migranti della Provincia di Lecce, che si svolge nel Salento dall’11 aprile al 30 settembre, avrà un’unica ed indiscussa protagonista: l’America Latina. Sguardo antropologico, valore delle differenze, identità e appartenenza, dialogo e ascolto, segmenti narrativi e poetici, rappresentazioni teatrali e coreutiche, allestimenti artistici ed esposizioni documentaristiche, storie e testimonianze, feste, celebrazioni e rituali, musica e audiovisivo, saranno i temi privilegiati dal festival.La sezione Arte e allestimenti, a cura di Gianna Licchetta con la produzione ADCartdiffusion.com, ospiterà Territorios, l’esposizione di arte contemporanea latinoamericana a cura di Irma Arestizábal, prodotta da IILA Istituto Italo Latino Americano, che dà il titolo all’intera rassegna Negroamaro, La guerra in corpo del fotografo Francesco Zizola, e tre mostre monografico-letterarie su Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda.
Dal 23 aprile al 30 settembre le Sale del Castello Aragonese di Otranto ospitano TERRITORIOS Esposizione d'Arte Contemporanea Latinoamericana a cura di Irma Arestizábal, prodotta da IILA Istituto Italo Latino Americano. All’inaugurazione di mercoledì 23 aprile (ore 19.00) parteciperanno Luciano Cariddi (Sindaco di Otranto), Giovanni Pellegrino (Presidente della Provincia di Lecce), Salvator Josè Roberto Andino Salazar (Presidente Istituto Italo-Latino Americano), Irma Arestizábal (curatrice della mostra), Antonio Cassiano (Direttore Museo provinciale Sigismondo Castromediano). Interverranno anche numerosi ambasciatori dei paesi Latino Americani coinvolti nella rassegna.Il filo conduttore dell’esposizione, già presentata nel Paglione “America Latina” alla 52esima edizione della Biennale d'Arte di Venezia, è l’idea del territorio, di un determinato spazio circoscritto che ci plasma come persone e che si riflette in tutte le nostre azioni e creazioni. Oltre al senso geografico, vengono esplorati i vari aspetti del termine, quali quelli legati al concetto di nazione, di storia, di natura, di politica, dello spazio domestico e dell’infanzia. Gli artisti che declinano la parola territorios sono: Narda Alvarado (Bolivia); Mario Opazo (Colombia); Cinthya Soto (Costa Rica); René Francisco (Cuba); Wilfredo Prieto (Cuba); Pablo Cardoso (Ecuador); Manuela Ribadeneira (Ecuador); María Verónica León (Ecuador); Ronald Morán (El Salvador); Luis Gonzales(Guatemala); Andre Juste e Vladimir Cybil (Haiti); Xenia Mejía (Honduras); Ernesto Salmerón (Nicaragua); Jonathan Harker (Panama); William Paats (Paraguay); Paola Parcerisa (Paraguay); Moico Yaker (Perù); Patricia Bueno (Perù); Jorge Pineda (Rep.Dominicana). “Territorios” è accompagnata da un bellissimo catalogo multilingue, stampato in occasione della partecipazione IILA alla Biennale. Irma Arestizábal, curatrice della Mostra, è nata a Bahia Blanca (Argentina). Considerata una delle massime esperte di arte latinoamericana, lavora come critica d'arte, curatrice indipendente. Professoressa titolare di Arte Latinoamericana Contemporanea all'Università di Buenos Aires. Ha ricoperto la carica di Segretario Culturale dell'Istituto Italo-Latino Americano (IILA) di Roma. Territorios è realizzata con il contributo di: Centro Culturale del BID (Washington, USA), Illy caffè (Trieste, Italia), Museo di Arte Contemporanea Italiana in America, San José di Costa Rica, Centro Ricerche e Documentazione Amedeo Modigliani (Massa Marittima, Italia). Si ringrazia: Fondazione Volume! (Roma), Martha Canfield, Galleria Brancolini Grimaldi-Arte Contemporanea (Roma) per avere concesso alcune delle opere inserite nell’allestimento Territorios.Da sabato 17 maggio a sabato 10 settembre Palazzo Legari, splendido Palazzo Rinascimentale che si trova nel centro storico di Alessano verrà denominato in occasione di questa VIII edizione del Festival Salento Negroamaro, “Casa de las Palabras”, per identificarne la funzione di contenitore di dibattiti, interviste, recital previsti dalla programmazione artistica della Sezione Incontri. Un contesto raffinato e curato ad hoc, impreziosito dall'allestimento di tre mostre monografico-letterarie che proporranno immagini inedite attorno alle straordinarie figure di Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda, vere e proprie icone della storia della letteratura Latinoamericana, da sempre amate dai lettori di tutto il mondo. Saranno allestite infatti le mostre La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina), scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra eccentrica per eccellenza; “J. L. Borges attraverso le immagini” circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo scrittore argentino. Un viaggio verso l’uomo Borges e il suo tempo, i suoi affetti, i suoi ricordi; Pablo Neruda, passi in Italia a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia. In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la storia di questo legame è l’elemento centrale e la ragion d’essere della mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani. Infine dal 12 giugno al 18 agosto nelle Sale del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce sarà allestita La guerra in corpo, esposizione fotografica di Francesco Zizola (20 stampe a colori 50 x 70 e 5 stampe a colori 80 x 110), che è stata recentemente premiata al World Press Photo nella categoria “People in the News”. Il progetto, a cura di Deanna Richardson (produzione stampa 10b Photography, Roma), è realizzato con la collaborazione di MSF (Medici senza frontiere).L'Esposizione si compone di scatti fotografici che ritraggono il terribile ed attualissimo tema della violenza sulle donne in Colombia. “Nel mondo ogni 8 minuti viene uccisa una donna. La Colombia è il secondo paese per violenza sessuale ed è il terzo paese al mondo per numero di sfollati. Gli stupri e gli altri crimini sessuali, come le mutilazioni genitali, vengono commessi di frequente dalle forze di sicurezza e dai paramilitari nel contesto della tattica del terrore contro le comunità accusate di collaborare con la guerriglia. Particolarmente a rischio sono le donne di origine africana, le indigene, le contadine, le abitanti delle bindonville.” Unico fotografo italiano ad aver mai vinto il World Press Photo (l'Oscar della Fotografia), Francesco Zizola è uno dei più affermati fotoreporter internazionali. Territorios - Salento Negroamaro 2008 è promosso dalla Provincia di Lecce, con il sostegno di: IILA Istituto Italo-Latino Americano, Regione Puglia, Ministero dei Beni Culturali e Ministero dello Sviluppo Economico, Ambasciate di Colombia, Cile, Messico, Teatro Pubblico Pugliese, Monte dei Paschi di Siena, Gruppo Italgest; il patrocinio delle Rappresentanze diplomatiche latinoamericane in Italia; a cura di Gianna Licchetta e ADCartdiffusion.com, con la collaborazione di: CCTC UNESCO, CO.PE.A.M., Cantieri Koreja, Big Sur, Blutango, Movimento Turismo del Vino, Manifatture Knos; i Comuni di Alessano, Cannole, Cursi, Galatina, Leverano, Melendugno, Martano, Otranto, San Cesario di Lecce, Vernole.



La guerra in corpo
dal 12 giugno al 18 agosto Museo Provinciale Sigismondo Castromediano - Lecce LA GUERRA IN CORPOEsposizione fotografica di Francesco Zizola
A cura di Deanna Richardsonproduzione stampa: 10b Photography, Roma
Progetto realizzato con la collaborazione di MSF (Medici senza frontiere).
La Guerra in Corpo, è un'esposizione fotografica di 20 stampe a colori 50 x 70 e 5 stampe a colori 80 x 110, che è stata recentemente premiata il II°Premio dell’ambitissimo World Press Photo nella categoria “People in the News”: L'Esposizione si compone di scatti fotografici che ritraggono il terribile ed attualissimo tema della violenza sulle donne in Colombia:“Nel mondo ogni 8 minuti viene uccisa una donna. La Colombia è il secondo paese per violenza sessuale ed è il terzo paese al mondo per numero di sfollati. Gli stupri e gli altri crimini sessuali, come le mutilazioni genitali, vengono commessi di frequente dalle forze di sicurezza e dai paramilitari nel contesto della tattica del terrore contro le comunità accusate di collaborare con la guerriglia. Particolarmente a rischio sono le donne di origine africana, le indigene, le contadine, le abitanti delle bindonville.”Unico fotografo italiano ad aver mai vinto il World Press Photo (l'Oscar della Fotografia), Francesco Zizola è uno dei più affermati fotoreporter internazionali. Nato a Roma nel 1962, inizia a fotografare a 19 anni indirizzandosi quasi subito sul reportage come attività principale e collaborando con quotidiani e settimanali italiani e stranieri tra cui L'Europeo, Epoca, Newsweek, Stern, The European. Segue l'attualità internazionale con reportages dall'Albania, dalla Corea del Nord, dalla Romania, dalla Germania, dal Kenia, da Israele, dalla Russia e dalla Yugoslavia. Nel 1992 inizia a lavorare al suo progetto Eredi del Duemila, sulla condizione dell'infanzia nel mondo, progetto realizzato con il contributo del Comitato Italiano dell'UNICEF che si propone di documentare, nei modi propri dell'inchiesta fotografica, la situazione dell'infanzia nella società mondiale alle soglie del terzo millennio. Nell'ambito di Eredi del Duemila, ha a tutt'oggi realizzato diversi reportage su alcune realtà molto problematiche del nostro pianeta: Brasile, Sierra Leone, Angola, Bangladesh , Thailandia, Giappone, Stati Uniti. Nel 1994 pubblica il libro fotografico “Ruas” sulla vita dei bambini di strada in Brasile, che vince il premio MIFAV, attribuito dall'Università degli Studi di Roma, come miglior pubblicazione fotografica del 1994, il primo premio del World Press Photo nella sezione "People in the news" ed infine il "Visa d'Or " al Festival Internazionale di Fotogiornalismo Visa pour l'Image di Perpignan. Nel 1996, una grande selezione di Eredi del Duemila viene esposta con grande rilievo all'interno della mostra celebrativa sui 50 anni dell'Unicef presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma e all'Arengario di Palazzo Reale a Milano. La sua immagine della bambina angolana che stringe nelle braccia una bambola, è dichiarata Foto dell'Anno per il World Press Photo 1997. Il suo reportage su "Angola - Il Dramma delle mine" vince il primo premio nella categoria "People in the News" sempre del World Press Photo 1997. Nel 1998 infine si aggiudica, sempre al World Press Photo, il primo premio, foto singola, nella categoria "General News" con un'immagine sul Kurdistan iracheno e il secondo premio nella stessa categoria con il reportage completo. Nel 1998 gli viene assegnato il prestigioso "Picture of the Year" con un'immagine dal reportage sul Kurdistan Irakeno pubblicata su "Life". E nel 1998 sempre il "Picture of the Year" assegna il premio al suo reportage sulla Cina pubblicato da US News & World Report. Una prima parte del suo lavoro sui bambini viene pubblicato nella prestigiosa collana “Photopoche”, in francese (Nathan, 2000) e in italiano (Contrasto, 2000) con il titolo Stati d'Infanzia.



Casa de las palabras
da sabato 17 maggio a sabato 10 settembre Palazzo Legari - Alessano (Le) CASA DE LAS PALABRASPaesaggi monografico-letterari Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo NerudaPalazzo Legari, splendido Palazzo Rinascimentale che si trova nel centro storico di Alessano verrà denominato in occasione di questa VIII edizione del Festival Salento Negroamaro, “Casa de las Palabras”, per identificarne la funzione di contenitore di dibattiti, interviste, recital previsti dalla programmazione artistica della Sezione Incontri. Un contesto raffinato e curato ad hoc, impreziosito dall'allestimento di tre mostre monografico-letterarie che proporranno immagini inedite attorno alle straordinarie figure di Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda, vere e proprie icone della storia della letteratura Latinoamericana, da sempre amate dai lettori di tutto il mondo.La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina) Scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra eccentrica per eccellenza - perfetto ricettacolo per l’allucinazione, la solitudine, l’esilio dal quale sarebbe nato il libro “In Patagonia” considerato il libro simbolo di tutti i viaggi. Le oltre quaranta fotografie in bianco e nero che rappresentano l’allestimento, sono una preziosa testimonianza di questa regione così affascinante, evocatrice di meravigliose avventure che da sempre fanno parte del nostro immaginario collettivo.Bruce Chatwin (1940 -1989) dopo aver abbandonato una promettente carriera di gallerista da Sotheby’s a Londra, iniziò quella dello scrittore di viaggi con interessi antropologici, manifestando una irresistibile attrazione verso il nuovo e lo sconfinato. Nel 1974 cominciò il viaggio in Patagonia raccontato nel libro sempre attuale che è stato giudicato “il più originale libro di viaggi di questi ultimi tempi”. Come scriveva Stefano Malatesta “ Buce Chatwin …ha ammirato i ghiacciai scintillanti le foreste pietrificate i torrenti tumultuosi la terribilità dei luoghi circondati dal mare più burrascoso del pianeta” e ce li propone questi luoghi popolati da una pittoresca ed eterogenea umanità dove si incontrano “uno dopo l’altro peones e proprietari allevatori scozzesi e gallesi e gauchos argentini lavoratori dell’isola Chiloé piloti d’aereo lituani e preti antropologi marinai e cacciatori”.“J. L. Borges attraverso le immagini” (Argentina) Circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo scrittore argentino. Un viaggio verso l’uomo Borges e il suo tempo, i suoi affetti, i suoi ricordi: Borges in braccio ai genitori, Borges fanciullo, Borges giovane, Borges che riceve la laurea honoris causa di Harvard, Borges in ginocchio sulle rive del Mar Morto, la mesta solitudine di Borges durante i funerali della madre, un poema autografo, frasi estrapolate dai suoi reportage. Una sequenza visiva quindi, che abbraccia l’arco di tempo della vita dello scrittore attraverso immagini che scandiscono i momenti più significativi della sua esistenza e del contesto culturale in cui è vissuto.Tra i massimi geni letterari del Novecento, l'argentino Jorge Luis Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Dopo aver passato un lungo periodo in Europa durante l'infanzia,frequenta gli studi a Ginevra e in Spagna, dove viene a contatto con l'avanguardia letteraria e scrive le prime poesie.Tornato in Argentina, inizia a collaborare con riviste legate sempre agli ambienti dell’avanguardia. Affetto da una grave forma di miopia e non ancora ripresosi dalla recente scomparsa del padre, verso la fine del 1938 lo scrittore scivola su una scala male illuminata riportando una grave ferita alla testa. La lunga e penosa convalescenza va di pari passo con una crisi depressiva nel corso della quale Borges si convince di non essere più in grado di scrivere. Niente di più falso. La fine del difficile periodo restituisce ai lettori un Borges in splendida forma. Nel 1944 esce Finzioni, nel ’45 L’aleph, e il mondo riconosce in questo argentino dallo stile britannico, questo distinto signore accompagnato dall’immancabile bastone, un grandissimo della letteratura. I suoi enigmi metafisici, le sottili divagazioni sul destino, sul sogno, sul mistero della creazione, i suoi paradossali e affascinanti giochi di specchi influenzeranno la letteratura dei decenni successivi oltre che, come confesserà García Márquez, «far superare all’America Latina il secolare complesso di inferiorità nei confronti della cultura europea». Pablo Neruda, passi in Italia (Cile) a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la storia di questo legame è l’elemento centrale e la ragion d’essere della mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani. “Pablo Neruda, passi in Italia”, si divide in tre sezioni: la biografia, la sezione italiana e quella dedicata ai giorni a Capri. Lo scopo è raccontare la vita del grande vate attraverso versi e immagini varie (fotografie e incisioni), seguendo un percorso che unisca vita privata e artistica, sulle orme del suo soggiorno italiano: dalle passeggiate napoletane e le compagnie romane ai rapporti con gli amici traduttori e editori, dalle conferenze tenute su e giù per il paese fino alla grande passione vissuta a Capri con l’ultima moglie, Matilde. Poemi, immagini e aneddoti curiosi dipingono il ritratto del cantore dell’amore e dell’uomo politico, dell’amante delle donne e del cileno sofferente per la propria terra lontana, dell’amico e compagno di partito di Guttuso e Trombadori e del poeta, apparentemente severo nella postura, che però nascondeva un gusto delicatissimo per carta colorata e disegni floreali. La mostra si presenta, quindi, come il frutto di mesi di ricerche in Italia e in Cile e propone preziosi ricordi e alcuni elementi inediti del “Pablo italiano”.

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