sabato 5 aprile 2008

Incontri. Rassegna Salento Negroamaro

sabato 17 Maggio (ANTONIO PETROCELLI )
sabato 17 MaggioPalazzo Legari - AlessanoANTONIO PETROCELLI Antonio Petrocelli è un attore fiorentino di origini lucane, con alle spalle una consolidata carriera cinematografica che lo ha visto ricoprire ruoli importanti in più di 50 film diretti dai principali registi italiani quali Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, Marco Bellocchio, Liliana Cavani ed Enzo Monteleone. Petrocelli non è solo un abile attore ma è anche un ottimo autore. Dopo il successo del suo primo romanzo autobiografico “Volantini” infatti, ha nel cassetto un nuovo romanzo che indaga la condizione dell’attore e che dichiara apertamente il suo amore incondizionato per il cinema e per tutto ciò che esso rappresenta. Insomma, Antonio Petrocelli ci sa fare. Come attore, come autore, come performer futurista durante i suoi recitals, come artista sincero, che sa trasmettere il senso del bello. Nell’ambito della Rassegna Salento Negroamaro, presenterà uno spettacolo su testi di poeti surrealisti spagnoli tradotti da Vittorio Bodini, il grande e mai dimenticato autore salentino, una prova d'attore che richiede grande virtuosismo ma che “non te lo fa pesare, mentre ti stupisce e ti conquista per la varietà, la genialità, il perfetto dosaggio di eros e ironia”.


martedì 20 Maggio (EDUARDO GALEANO)
martedì 20 Maggio Palazzo Legari - AlessanoEDUARDO GALEANO (Uruguay) Senza dubbio uno dei più acclamati scrittori latinoamericani, tradotto in più di 20 lingue, Galeano si distingue per uno stile unico che mescola storia, realtà, finzione, giornalismo e analisi politica. Nato in Uruguay nel 1940, ha lavorato dapprima come giornalista diventando il capo-redattore di “Marcha”, un settimanale che ha visto la collaborazione di personaggi come Mario Vargas Llosa e Mario Benedetti. Dopo essere stato costretto all’esilio in seguito al golpe militare del 1973, che riportò la dittatura militare in Uruguay, si sposta in Argentina dove fonda la rivista culturale “Crisis” e pubblica libri di politica e cultura. Il riconoscimento da parte del grande pubblico, gli arriva con la pubblicazione del suo capolavoro, “Le vene aperte dell’America Latina”, indiscussamente la sua opera più nota e il primo dei suoi libri ad essere tradotto in inglese. Costatogli quattro anni di faticosa gestazione, ma «scritto in soli tre mesi», è una poderosa accusa dello sfruttamento dell’America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XV secolo ai giorni, che Galeano descrive con passione ed idealismo e il rigore dei documenti. Con l’arrivo della dittatura di Videla anche in Argentina, viene aggiunto alle liste nere del regime e costretto a trasferirsi in Spagna dove incomincia a lavorare all’altro suo capolavoro, “La Memoria del fuoco”, una storia dell’America del Nord e del Sud, dai miti pre-colombiani e fino al 1980, in cui i personaggi sono figure storiche reali, generali, artisti, rivoluzionari, operai, conquistatori e conquistati, premiato nel 1998 con l’American Book Award. Ronald Wright ha scritto sul Times Literary Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per fondarne di nuovi. Questa trilogia, di uno degli scrittori più coraggiosi e raffinati dell'America Latina, è di difficile classificazione". Galeano è anche un appassionato tifoso di calcio: "Splendori e miserie del gioco del calcio" (1997) è un'analisi della storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.


mercoledì 21 Maggio (LUCA MASTRANTONIO)
mercoledì 21 Maggio Palazzo Legari - AlessanoLUCA MASTRANTONIO Luca Mastrantonio, laureato in Lettere alla Sapienza di Roma, è responsabile del settore cultura e spettacoli del quotidiano “Il Riformista”. Collabora a programmi radio, riviste culturali e al settimanale A. Nell’ambito del Festival Salento Negroamaro, presenterà il libro “Hugo Chavez - Il Caudillo pop” pubblicato da Marsilio Editori. “Strepitoso. Aiuta a capire meglio, senza paraocchi ideologici, lo strano impasto di cui è composto l'uomo. Attraverso Chávez possiamo comprendere anche noi stessi. La nostra sinistra. La nostra destra” scrive nella prefazione Gian Antonio Stella. Di Chávez, Mastrantonio pensa che se fosse un fascista degli anni venti, o un venezuelano dei barrios di oggi, lo voterebbe senza dubbio. Non essendo né l’uno né l’altro, lo guarda con affascinato sospetto.


sabato 24 Maggio (LOUIS-PHILIPPE DALEMBERT)
sabato 24 Maggio Palazzo Legari - AlessanoLOUIS-PHILIPPE DALEMBERT (Haiti)
Louis-Philippe Dalembert nasce a Port-au-Prince (Haïti). Grande viaggiatore, ha vissuto e visitato tantissimi posti del mondo. Quest’uomo-tartaruga, questo vagabondo, come lui stesso si definisce, si diploma alla Scuola Superiore di Port au Prince e prosegue poi i suoi studi universitari a Parigi presso l’università della Sorbona, esercitando anche la carriera di giornalista. Soggiorna una prima volta a Roma nel 1994/95 e dopo un breve ritorno in terra natìa, durante il quale copre la carica di Ministro della Cultura, realizza un viaggio di diversi mesi nelle sperdute terre andine. Grazie ad una borsa di residenza, si sposta poi per un lungo periodo a Gerusalemme, visitando Israele, la Palestina, l’Egitto, la Giordania, una parte del mondo che influenza molto la sua poesia. Dalembert elabora, sia in prosa che in poesia, un’opera fortemente marcata dalle tematiche del vagabondaggio, concetto che lui stesso preferisce a quello dell’erranza, e dell’infanzia. Le due tematiche sembrano essere legate nello spirito dell’autore in quanto passa dall’infanzia all’età adulta allo stesso modo in cui emigra da un paese all’altro. Una terza tematica fondante è quella biblica, traccia di un’educazione famigliare molto religiosa sotto il segno del sabbah. Ritornato ancora una volta a Roma, dove gli viene assegnata la carica di Vicesegretario alla Cultura presso l'Istituto Italo Latino Americano, continua senza posa a lavorare tra Haiti, Parigi e Roma, entrando a far parte di quel gruppo di scrittori haitiani detti "dell’esterno", poichè vivono e pubblicano le loro opere fuori dal loro paese. Le sue prime poesie sono state raccolte nel volume Evangile pour les miens (Port-au-Prince, 1982). Ha pubblicato in riviste di molti paesi europei ed americani. Dal 1990 pubblica anche racconti, uno dei quali, Caraiblues, ha vinto nel 1991 il concorso di Radio France Internationale. La matita del buon Dio non ha la gomma (Edizioni Lavoro, 1997) è il suo primo romanzo.


giovedì 5 e venerdì 6 giugno (PEDRO GOMEZ)
giovedì 5 e venerdì 6 giugnoPalazzo Legari - AlessanoPEDRO GOMEZ (Colombia) Casa de Poesía Silva a Bogotà, diretta da Pedro Gomez, è il tempio per eccellenza della poesia latino americana e il luogo fondamentale di accentramento artistico e di conservazione e diffusione della cultura poetica. Ogni anno Casa Silva organizza il Festival di poesia de Bogotà, caratterizzato dall’apertura a tutte le tendenze, in cui si intende dare spazio a tutti, senza distinzioni di impostazione e senza soggiacere a nessuna influenza che spesso si crea in alcuni ambienti culturali. Proprio per questa impostazione aperta, propone, per ogni sua edizione, un omaggio ad un poeta colombiano, pubblicando un’antologia dei suoi versi che viene presentata in occasione del Festival. Si può dire che tutta la poesia colombiana sia presente in queste antologie. Casa Silva è una fondazione il cui obiettivo è di stimolare e rendere accessibile allo studio, alla conoscenza, la poesia di tutti i tempi e di tutte le aree geografiche. Tutti i servizi, come la vastissima biblioteca, i seminari, sono usufruibili gratuitamente. La sua offerta culturale è indirizzata soprattutto alla popolazione di basso reddito, per la quale Casa Silva è diventata un riferimento fondamentale per lo studio, l’insegnamento e per i continui eventi organizzati al suo interno. Numerosi sono i seminari diretti da poeti e rivolti a platee diversi, docenti di letteratura, studenti, bambini il cui scopo consiste nell’orientare i partecipanti alle letture e fornire loro la conoscenza basilare della storia e della scrittura poetica.


sabato 7 giugno (MARCIA TEOPHILO)
sabato 7 giugnoPalazzo Legari - AlessanoMARCIA TEOPHILO (Brasile) La poetessa brasiliana Marcia Teophilo, più volte candidata al Premio Nobel e una delle più note poetesse dei nostri tempi, ha incentrato la sua poetica sulla natura, sui miti e sulle leggende della foresta amazzonica e sulla denuncia dello scempio che ai suoi danni si compie. Da sempre interessata ai problemi che affliggono la splendida e selvaggia Amazzonia e i suoi abitanti, gli Indios e volendo approfondire l'essenza della loro umanità, ha incentrato tutta la sua produzione letteraria, sulla lotta alla tutela e salvaguardia del patrimonio culturale amazzone, denunciandone ed impedendone la distruzione incombente. Esiliata dal suo paese nel 1972, si trasferisce in Europa dove intesse una rete di conoscenze con le figure più eminenti della poesia internazionale e, stabilitasi in seguito a Roma, si attiva per favorire l'interscambio culturale tra il suo paese e l'italia organizzando incontri, meeting internazionali e partecipando a recitals poetici. Le sue composizioni sono andate ad impreziosire diverse antologie e Marcia, che ha sempre partecipato attivamente alla vita letteraria italiana, ha sempre aderito a molti eventi importanti organizzati in questo ambito quali la “Settimana dei diritti umani”, la “Manifestazione internazionale della giornata mondiale del libro” dell'U.N.E.S.C.O, la “Carovana dei poeti per la pace” e la recente “Fiumara d'arte”. Dopo aver vinto numerosi premi, ha ricevuto nel 2005 il “Premio Unione Letterati Italiani” per il suo magnifico libro “Amazzonia,respiro del mondo” , per il quale è stata candidata al Nobel per la poesia.


domenica 8 giugno (FERNANDO RENDON)
domenica 8 giugnoPalazzo Legari – Alessano FERNANDO RENDON (Colombia) Dal 1991, più di 800 poeti di 142 Paesi da tutto il mondo hanno partecipato al Festival de Medellin - diretto da Fernando Rendon - riconosciuto per la sua importanza nella società contemporanea internazionale. Nel 2006 è stato assegnato all’Evento il Premio Nobel Alternativo per la Pace, con la seguente motivazione: “per aver mostrato come la creatività, la bellezza, la libera espressione e il senso della comunità possono fiorire insieme e sconfiggere anche la paura e la violenza più radicate”. Il Festival di Medellìn insieme al movimento culturale a favore della pace in Colombia, vogliono contribuire alla costruzione della pace attraverso la poesia, espressione immemorabile del profondo desiderio di un’umanità fraterna e solidale, rinata dalle ceneri della meschinità e dell’egoismo, che nei secoli hanno deteriorato la storia umana.In quasi vent’anni di storia alcuni dei principali obiettivi del Festival sono: accrescere la resistenza poetica e spirituale del popolo colombiano, che lotta per la vita e per il sogno di un Paese nuovo, attraverso il dialogo tra poeti e tradizioni poetiche per contribuire all’intreccio dei progetti di poesia in tutti i continenti (festival, pubblicazioni periodiche, scuole di poesie), e lo scambio di esperienze, opinioni e proposte; mantenere un elevato livello di coscienza sociale ed estetica, oltre che di solidarietà di fronte ai problemi strutturali del nostro Paese; rinnovare i processi di integrazione e scambio simbolico per comprendere l’importanza di ascoltarsi, della pluralità e della diversità del pensiero umano e per creare un’attitudine partecipativa del popolo nella cultura e nel processo di consolidazione della democrazia colombiana.


sabato 14 Giugno (LAURA PARIANI)
sabato 14 GiugnoPalazzo Legari – Alessano LAURA PARIANI (Italia –Argentina)La scrittrice Laura Pariani, da ritenersi una delle protagoniste più significative della nostra narrativa italiana, ha dimostrato di possedere una rara sapienza di scrittura ed una grande capacità di orchestrare storie attraverso avvedute strategie linguistiche. Il suo esordio narrativo avviene nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d’oro, con cui si aggiudica il Premio Grinzane Cavour. I suoi libri successivi ottengono un unanime consenso di critica ed importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Selezione Campiello per La perfezione degli elastici (e del cinema), successo dovuto all’originale combinazione di una tensione affabulatoria, una fame di storie da raccontare, e di una scrittura estremamente mobile e pronta ad adottare molteplici punti di vista e ad attraversare vari piani temporali. Laura Pariani nelle sue opere si è spesso rivolta ai mondi sconfinati dell'America Latina, che scopre per la prima volta a 15 anni, in un viaggio folgorante attraverso l'Argentina e la Patagonia, alla ricerca di un nonno che vi si era trasferito anni addietro. Dal quel momento i ritorni si sono accumulati diventando una fonte inesauribile di scoperte di sé e della vita. Nel libro di recente pubblicazione “Patagonia Blues”, il paesaggio del Fin del Mundo è segnato dalle ferite indimenticabili dello sterminio indio, in quanto per Pariani leggere e scrivere vuol dire prendersi carico di altre vite, lontane o vicine non importa, e portarle alla luce, restituendo soprattutto dignità, valore a quelle segnate, oltraggiate dall’arroganza dei più forti.

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