domenica 13 aprile 2014

Week end in Puglia

Proponiamo un week end in Puglia alla scoperta di un Paese in provincia di Bari NOCI! Un week end all'insegna della cultura in Puglia, proponendo un'invasione digitale da non perdere!
Organizzatore è Noci My Destination che alla pagina ufficiale dell'invasione http://www.invasionidigitali.it/it/invasionedigitale/invasioni-digitali-citta-di-noci-e-del-suo-interland#.U0tqJKJqmCY ci ha descritto una due giorni fenomenale:
3 MAGGIO:
Ore 10.00 – RITI SACRI DELLA MADONNA DELLA CROCE (Il 3 maggio, giorno dell’Invenzione della Croce, a Noci si celebra il Rito Sacro Madonna della Croce c/o Chiesa Matrice. E’ qui che si svolge il primo appuntamento del patrimonio culturale della città di Noci. Dopo, raggiungeremo il santuario della Madonna della Croce)
Ore 16.00 – MASSERIA SORRESSO
4 MAGGIO:
Ore 10.30 - CHIESA DEL BARSENTO E CASALE
Ore 16.30 CENTRO STORICO | MUSEO NELLA STRADA 
... considerato che nella galleria fotografica di #luoghiculturapuglia e #cultureplacespuglia non abbiamo ancora premiato nessuna fotografia di Noci... vi diamo appuntamento per il week end in Puglia per invadere Noci oltre che con gli hasthag #invasionidigitali e #liberiamolacultura... anche con quelli del nostro challenge!!!


AGGIORNAMENTO! Programma completo
3 MAGGIO 2014 Ore 10.00 – RITI SACRI DELLA MADONNA DELLA CROCE
A cura della cooperativa MERIDIES
Il 3 maggio, giorno dell’Invenzione della Croce, a Noci si celebra il Rito Sacro MADONNA DELLA CROCE c/o Chiesa Matrice. E’ qui che si svolge il primo appuntamento del patrimonio culturale della città di Noci. Dopo, raggiungeremo il santuario della Madonna della Croce dove si svolgeva un antichissimo rito si facevano passare per tre volte i bambini malati di ernia attraverso il ramo tagliato in senso longitudinale di una grande quercia. La mattina del 3 maggio nel boschetto adiacente al Santuario si tagliava con cura e maestria in senso longitudinale un giovane ramo di quercia in modo da ricavarne un'apertura sufficientemente utile per fa passare un bambino ma, nello stesso tempo, preoccupandosi di non danneggiare irrimediabilmente il ramo e di non staccarlo dall'albero. Nello spacco del ramo, divaricato, veniva quindi fatto passare per tre volte il bimbo affetto da ernia inguinale. Dopo aver fatto combaciare i margini dello spacco, il ramo veniva accuratamente legato con spago e raffia. La sorte del bimbo era legata a quella del ramo: se quest'ultimo l'anno successivo era ancora vegeto, la guarigione del bambino era assicurata. Il 31 maggio terminano i festeggiamenti della Madonna della Croce, copatrona della città. Con una suggestiva processione, che parte dal borgo antico, l’effige della Vergine, torna al suo santuario, poco fuori città e risalente al 1483. Qui l’attende una messa sul sagrato della chiesetta e, dopo il momento religioso, una festa campestre con stand di degustazione di prodotti tipici, artisti di strada, musicanti.
Ore 16.00 – MASSERIA SORRESSO
A cura dell’Associazione Terra delle Noci
Vissuta in un periodo precedente rispetto al 1861, la Masseria pare essere stata terra calpestata dai briganti addirittura nel 1820, a dimostrazione del fatto che, a dire della guida, Antonello Roberto, il brigantaggio non ci fu soltanto nel periodo post-unitario, ma anche e soprattutto durante quello pre-unitario. Tuttavia nel corso del tempo la Masseria ha assunto svariate funzioni. Fu adibita alla produzione dell'olio, alla conservazione del grano e al ricovero del bestiame. Particolare non indifferente dal punto di vista strutturale, la presenza di ben 2 iazzi. La Masseria, abitata sia dal ceto contadino che da quello signorile, divenne negli anni '50 una scuola di campagna ed accoglieva, in ben due stanze, tutte e cinque le classi elementari. Insomma Masseria Sorresso ha rappresentato, a dire della seconda guida Antonio Natile, un vero centro autonomo per lungo tempo. Numerose sono le masserie disseminate nel vasto agro di Noci (circa 15.000 ettari). Tali masserie, dalle caratteristiche morfologiche diverse (copertura a pignon, a trulli, mista a pignon e trulli, a forma cubica), sono delle autentiche emergenze architettoniche e testimoniano il processo di antropoizzazione del territorio nocese verificatosi nel corso dei secoli. Interessanti le fasi di trasformazione subite nel tempo da queste strutture agrarie, anche per ciò che concerne la gestione stessa dell'intero complesso rurale. I primi abitacoli a trulli e a casedde si trasformarono nel corso degli anni in pagliai e stalle per la necessità di maggiori comodità sì da rendere più autonoma la vita di campagna rispetto al centro abitato distante, a volte, ore e ore di cammino. Nacquero così, già nel Settecento, i primi complessi masserizi, dotati anche di una dimora per i 'ualani e i lavoratori dipendenti e di cappella per la celebrazione della messa domenicale. Caratteristiche strutturali delle masserie sono gli jazzi, le corti, le cortaglie (recinti in pietra a secco per la custodia degli animali), i parieti (muretti di pietra a secco), le fogge per la raccolta dell'acqua e i tratturi per la viabilità interpoderale. All'indomani dell'Unità d'Italia, molte masserie, da semplici strutture di servizio, riattate e ampliate con radicali ristrutturazioni edilizie e abbellite con particolari cure architettoniche, si trasformarono in prestigiose dimore estive per i proprietari che abitavano nel centro cittadino. Questo è il periodo di maggiore sviluppo della masseria nocese coincidente, purtroppo, con l'avvio della trasformazione ambientale del territorio. Gli estesi terreni boschivi caratteristici del territorio nocese (da ricordare il bosco Bonelli, considerato, fino all'Unità d'Italia, il bosco più grande della provincia di Bari), cedono il posto alle colture seminative, anche a sostegno di spazi destinati all'allevamento bovino. Le restanti aree boschive, tuttavia, sia pure meno estese rispetto al passato, continuano a rendere ancora verdi le nostre colline e a regalare salutare ossigeno. Tra le masserie più interessanti e più antiche, la maggior parte delle quali sono ancora aziende agri-zootecniche abbastanza attive, sono anche da citare: Bonelli, Murgia Albanese, San Giacomo, Le Monache, Morea, L'Aglio, Sarmenzano, Giannevolta, Pezzata. Talune masserie, adeguatamente ristrutturate, nel pieno rispetto della salvaguardia del patrimonio architettonico e ambientale, sono attualmente adibite ad aziende agrituristiche.
4 MAGGIO 2014 ORE 10.30 - CHIESA DEL BARSENTO E CASALE 
a cura di FRANCESCO GIACOVELLI 
Giornata che permetterà la visita alla chiesa ed alla costituenda Area Naturale. Tra Noci e Putignano, nell’antico Casale di Barsentum, di probabile origine messapica, sorge oggi un complesso di straordinario fascino, a testimonianza delle lunghe e continuative fasi di occupazione di questo sito: la masseria I Monti e l’annessa chiesetta di Santa Maria di Barsento. Masseria I Monti risale al XVI secolo, anche se recenti lavori di restauro hanno messo in luce strutture architettoniche ben più antiche: risalirebbero infatti al XII secolo gli archi a sesto acuto e a tutto sesto riconducibili ad un originario insediamento monastico annesso alla vicina Chiesa di Santa Maria di Barsento. Quest’ultima si presenta oggi come uno straordinario esempio di architettura romanica ante litteram. Edificata tra XI e XII secolo, la piccola chiesa presenta una facciata monocuspide preceduta da un piccolo protiro, mentre all’interno, tre navate con copertura a botte introducono ad uno sviluppo di tipo longitudinale. Il sistema qui utilizzato per la copertura degli spioventi con piccole chianche giustapposte ed autoportanti, è caratteristico di quel tipo di edilizia civile che largo impiego troverà nei secoli succesivi nei trulli e, più in generale, nelle numerose costruzioni rurali di tipo "a secco". ORE 16.30 CENTRO STORICO
MUSEO NELLA STRADA a cura di PASQUALE GENTILE
Caratterizzato dalle singolari costruzioni in muratura bianco calce con i tipici tetti a pignon di locale pietra calcare (le chiancarelle), il cuore dell'antica Noci si articola tra le linde e tortuose viuzze e le caratteristiche gnostre (da chiostro, dal latino claustrum, luogo chiuso), piccole corti comuni dove un tempo si consolidava la legge del vicinato: vi giocavano i bambini, le donne si disponevano a sbucciare le fave, rammendare, filare, si condividevano gioie e dolori. Che vi si acceda dalla centralissima via Porta Putignano, o dai numerosi accessi dell'anello dell'estramurale, lo spettacolo non cambia: fantasiosi comignoli in pietra, giochi di scale, panche di pietra, boccagli di pozzi, magici abbaini, deliziose loggette con verdi pergolati regalano all'occhio del visitatore atmosfere e profumi arcaici, mentre qua e là, quasi in un involontario gioco del nascondino, si scoprono le tipiche edicole votive, dedicate soprattutto al patrono San Rocco e alle madonne di casa nostra. Non mancano le antiche ed eleganti residenze signorili sapientemente ristrutturate, che si distinguono dai magnifici portali di accesso sormontati dallo stemma di famiglia e dagli artistici balconi in ferro battuto.

2 commenti :

Anonimo ha detto...

Noci è uno dei paesi più belli della Valle d'Itria !

Annalisa Fauzzi ha detto...

Grazie. Noi di NOCI MY DESTINATION ne siamo onorati.