martedì 27 maggio 2014

Abbazia Santa Maria di Barsento

Abbazia Santa Maria di Barsento è la foto del giorno! L'amico di #luoghiculturapuglia papiorso Pinto Donato è tornato a stupirci con una foto già molto apprezzata dalla rete (439 likes) che ruota ancora attorno ad #alberobello che evidentemente è uno dei luoghi più apprezzati, conosciuti e stimati di #puglia!
Invitiamo papiorso ad approfondire l'Abbazia Santa Maria di Barsento con un commento degno della foto! Sarebbe perfetto se il commento fosse lasciato sul post del blog (http://www.aroundpuglia.com/2014/05/abazzia-santa-maria-di-barsento.html)

Vogliamo continuare a scrivere le storie della #puglia... Si accettano suggerimenti... oltre a quella dei "Castelli di Puglia" e quella dei "Teatri di Puglia", quali storie possiamo aprire? Chi ci aiuta a decidere la prossima storia?

1 commento :

Anonimo ha detto...

Sì tratta di una delle più belle e preziose realtà artistiche della Puglia. La chiesa e l’annessa masseria, che anticamente era un convento, si trovano nel territorio compreso tra Alberobello e Noci in provincia di Bari. Il complesso è vincolato ai sensi del decreto legislativo 490/99, mentre un territorio esteso per 1100 ettari è dal 1986 Oasi di protezione. La legge regionale 19/97 ha inoltre individuato l'area del Barsento come uno dei futuri parchi naturali regionali. Si tratta di un sito di notevole interesse storico, artistico, archeologico ed ambientale.

In epoca preromana si sviluppò un villaggio, probabilmente di origine messapica, come testimoniato da ritrovamenti archeologici sulla dolina poco distante dalla masseria De Bellis. La stessa origine del toponimo Barsento sarebbe di derivazione messapica: barza (alto) e entum (che è) indicando quindi un insediamento su una zona in altura che consentiva il controllo di una complessa viabilità già sviluppata in passato. Abbiamo testimonianza in un documento del 1040 e in due documenti del 1115 di una via barsentana, che partendo da Bari, e dopo aver attraversato centri importanti come Norba, l'antica Conversano, arrivava a Barsento per poi dirigersi verso l'importante centro urbano di Mottola e di una via tarantina, che partendo da Taranto arrivava a Barsento per poi proseguire per Monopoli. A questi tracciati principali si sovrapponeva un articolato reticolo di strade di origine remota in direzione dell'interno, a dimostrazione della centralità del sito nell'ambito della Murgia sud-orientale. Di epoca romana probabilmente risulta invece la pavimentazione della navata centrale, nascosta da quella attualmente visibile.

Nel 1040 il casale di Barsentum fu distrutto dai Mottolesi assieme a quello di Casaboli, ma con ogni probabilità fu risparmiata la chiesa. In quell’anno si era resa vacante la sede episcopale di Mottola per la morte del vescovo Consalvo Lupis e il duca di questa città, Rainiero de Fumis, pretendeva che venisse affidata a suo fratello Liberto, arcidiacono. Gli abitanti di Barsento e dei casali vicini si opposero, perché temevano l’accresciuto potere di casa de Fumis, tanto che si recarono in segreto dal Papa chiedendo la separazione delle loro chiese dalla diocesi di Mottola e l’annessione a quella di Conversano. Tali suppliche furono benevolmente accolte. Il duca Rainiero allora giurò di vendicarsi e al comando di una colonna di armati assalì di notte il borgo per punire col ferro e col fuoco gli inermi Barsentini che si erano ribellati alla volontà episcopale. L’antico casale fu incendiato, distrutto e ridotto in un cumulo di rovine. Solo la chiesa in cima al colle fu risparmiata unitamente al piccolo monastero. Invece Morea, anticipando la distruzione del casale, afferma che Barsento fu completamente distrutto durante il periodo delle invasioni saracene a partire dal IX secolo in poi. Nel 1115 tuttavia il sito risultava nuovamente popolato, come testimoniato da un documento medievale. Dall’iscrizione presente sulla facciata si legge parzialmente la data MCC che indicherebbe l’esistenza di una comunità a Barsento nel XIII secolo o, se la datazione fosse incompleta, nei secoli successivi. Inoltre durante dei saggi archeologici sono state rinvenute delle monete del Duecento. Il casale risulta ancora abitato sino al primo quarto del Trecento, con la presenza in loco di un clero, come documentato dal pagamento della decima nell’anno 1310 alla diocesi di Monopoli da parte di clerici barsentani e un successivo pagamento nel 1325 a clericis casalis Barsenti.